Marco Carli


Continua da “Neuroestetica /1“.

Proseguiamo lungo il nostro percorso di codifica delle leggi del bello. Dopo aver parlato di avversione per le coincidenze, prendiamo in esame un concetto forse più scontato ma che ha risvolti scientifici inaspettati: la simmetria. Pensiamo alle ali di una farfalla, a un fiocco di neve ad alto ingrandimento, alle stelle marine posate sulla sabbia, al profilo delle foglie cadute in autunno: sono tutte immagini che aspirano alla simmetria e che, se la raggiungono, affascinano il nostro cervello. Architetti, artisti e poeti hanno cercato di sfruttare questo potere della simmetria per conquistare il proprio pubblico. Pensiamo al Taj Mahal e alla sua innegabile perfezione. Ma cosa ci affascina tanto della A livello evolutivo i nostri occhi sono sempre stati di fronte a un campo disordinato. Sull’ambiente asimmetrico, sarebbero spiccati oggetti simmetrici di interesse: una preda, un predatore, un frutto o un partner. Quindi l’attrazione che abbiamo per la simmetria potrebbe aver avuto questa origine, con vantaggi di sopravvivenza per coloro che avevano una maggior capacità di discernere il simmetrico sul resto.

Un altro aspetto interessante è che la simmetria nell’uomo, come in altre specie non umane, sarebbe sinonimo di perfetta capacità di adattarsi alle condizioni ambientali e quindi indice di buona salute. La morfologia del corpo tende alla simmetria, che quindi è indice di un processo di sviluppo stabile. Questo processo può essere alterato da molteplici stress ambientali (condizioni climatiche, carenze nutrizionali, agenti infettivi) o fattori genetici. Per esempio alcune infezioni parassitarie, contratte durante il periodo neonatale, alterano fortemente la simmetria dei tratti. In quest’ottica, scegliere un partner simmetrico assicurerebbe la sua buona qualità di salute e quindi la possibilità di tramandare questi tratti vantaggiosi alla progenie.

A sostegno di questa tesi, individui posti di fronte a facce con diverso grado di simmetria giudicano più attraenti quelle maggiormente simmetriche. Quindi le nostre preferenze estetiche potrebbero essere motivate dalla necessità di scegliere un partner più sano possibile. Vari studi hanno cercato di correlare la simmetria del corpo e del volto con caratteristiche di buona qualità. In uno studio condotto su 53 uomini, è stato osservato che quanto minore era la simmetria dei tratti tanto minore era il numero di spermatozoi per eiaculato, la loro velocità e la loro capacità di migrazione. I soggetti con azoospermia erano quelli in cui il grado di asimmetria raggiungeva gli indici maggiori. Quindi uno sviluppo corporeo stabile è correlato alla fertilità. Uno studio simile si occupa della simmetria delle mammelle nella donna e dimostra una correlazione positiva tra simmetria mammaria e abbondanza della prole. Alti livelli di estrogeni aumentano l’asimmetria e allo stesso tempo determinano disfunzioni del sistema immunitario: così le mammelle simmetriche sarebbero indice di buona qualità della donna. Studiando le facce di 400 individui, si è osservato che quanto più era marcata l’asimmetria, tanto più aumentava il numero di infezioni respiratorie. Un altro dato importante è che gli uomini più simmetrici tendono ad avere tratti più mascolini, come mascella più larga, mento prominente e occhi meno aperti, che sarebbero tra i caratteri più influenzati dalla produzione di testosterone puberale. Oltre a questi, sono moltissimi i dati che correlano la simmetria corporea con la crescita, la fecondità e la longevità, tutti caratteri correlati alla fitness: gli individui simmetrici hanno generalmente una crescita più veloce, alta fecondità e miglior sopravvivenza rispetto agli individui asimmetrici.

Quindi la simmetria non ci piace per caso: ci piace perché, nel corso della nostra storia evolutiva, ci ha permesso di adattarci meglio in un ambiente ostile asimmetrico e ci ha assicurato il partner con le migliori caratteristiche da tramandare alla progenie.


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